Il Mattino - Presentazione del libro a Castelvolturno

Il Mattino - Presentazione del libro ad Aversa

Giovanni D'elia

E adesso da S.Arpino alla nuova Atella!

di Giovanni D’Elia

(pubblicata il giorno Sabato 6 ottobre 2012 alle ore 16.25 su Facebook)

 

Sono le serate come quella di ieri che ti ritemprano lo spirito e ti riconciliano con la vita.

La presentazione del libro “da Atella a S.Arpino” fatta nella suggestiva cornice del palazzo della famiglia Pezzella (ex Palazzo Casertano) è stato un momento di intenso e ricco excursus storico su XXV (venticinque) secoli di vita del popolo atellano, di cui i cittadini di S.Arpino sono gli orgogliosi eredi.

Lo straordinario e pregevole lavoro curato da Giuseppe Dell'Aversana e Elpidio Iorio, protagonisti insieme allo scomparso Giovanni Pezzella, della “Primavera santarpinese” , è quasi una narrazione epica delle vicende umane, civili, politiche e religiose di questa comunità, che ha dato origine alle famose “fabule atellane” progenitrici dell'odierna Commedia dell'arte italiana.

L'opera, accompagnata dalle belle tavole disegnate dal giovane atellano Elpidio Cinquegrana, è stata fortemente voluta e finanziata dai genitori del compianto Giovanni Pezzella (che oltre al suo impegno politico è stato anche presidente della locale “Pro Loco”) troppo presto trasmigrato nei campi della “Gioia infinita”, per ricordarne la memoria, l'impegno e l'amore per la sua S.Arpino.

A Gaetano Pezzella, Filomena Brassotti Ziello e all'intera famiglia il grazie sincero e commosso dei santarpinesi,  ma forse non solo, per questo gesto di moderno mecenatismo.

Il filo conduttore della serata è stato egregiamente tenuto dai due autori, che si sono alternati nel raccontare la loro “fatica” e nel presentare alle oltre 500 persone presenti, il“parterre de roi” che faceva da corona alla “prima” del volume di cinquecento pagine “Da Atella a S.Arpino – Venticinque secoli di storia illustrata” . Edizioni Guida.

Questi gli ospiti:il vescovo di Aversa nonché vice presidente della CEI per il Sud Mons. Angelo Spinillo, il giornalista Antonio Lubrano, il presidente della Fondazione SUDD nonché ex governatore della Campania Antonio Bassolino,la componente della commissione cultura del Consiglio Regionale della Campania Daniela Nugnes, il presidente emerito della Corte Costituzionale nonché presidente onorario dell'Istituto Treccani Francesco Paolo Casavola, il magistrato Riccardo Ventre. Il sottosegretario all'Istruzione Marco Rossi Doria, anch'egli tra gli invitati, ha fatto pervenire un messaggio di adesione, scusandosi perché trattenuto da impegni non rinviabili.

Gli interventi degli ospiti, inframmezzati da sapiente incursioni nel testo da parte degli autori, sono stati tutti di grande interesse e si sono, come guidati da una regia invisibile, innestati l'uno sul tronco dell'altro.

Antonio Lubrano è partito soffermandosi sulla forte valenza e connotazione del valore della maschera (Apprezzato il suo riferimento alla maschera di un Pulcinella-donna) e il presidente Francesco Casavola ha ampliato il discorso sul ruolo della maschera nel teatro. Ha ricordato come il teatro ha una sua capacità educativa delle comunità e, nel ringraziare la famiglia Pezzella per aver voluto quest'opera, ha avuto parole commosse e toccanti, arrivando al cuore dei presenti con quel suo riferimento alle “presenze invisibili”, che aleggiavano nella straordinaria serata. Chiara l'allusione alla presenza del compianto Giovanni. L'intervento del vescovo, mons. Angelo Spinillo, in parte sorprendente per me, ha richiamato il valore terapeutico dell'ironia e dell'autoironia affermando che “un popolo che sa ironizzare su se stesso è un popolo capace di correggersi” e un popolo che si corregge sa apprezzare la libertà del bene, grazie al quale possiamo liberarci dal male, banale ma sempre in agguato. E ha sottolineato come il lievito cristiano abbia fermentato la storia della comunità di S.Elpidio, da cui S.Arpino. Il magistrato Riccardo Ventre, per dieci anni presidente della provincia di Caserta, ha voluto sottolineare come l'opera curata da Peppino Dell'Aversana ed Elpidio Iorio non è un abito cucito con i ritagli di altri abiti, come gli autori con umiltà hanno detto, ma si tratta si un'opera meritoria che reinventa e arricchisce secoli di storia con il filo che unisce il passato ad un presente che è giù futuro. La consigliere regionale, Daniela Nugnes, dopo aver fatto un accenno all'imbarazzo, che, ha gridato con dignità, non è vergogna, del politico per le cose che oggi si leggono sulla stampa e si ascoltano in tv, ha rivendicato con forza e orgoglio “i sani principi e valori della provincia” che costituiscono un baluardo contro le tante tentazioni della vita e della politica e che sono alla base anche della storia secolare delle nostre comunità locali.

Infine, Antonio Bassolino, due volte sindaco di Napoli e presidente della Regione, ha chiuso la serata esaltandole radici che sono la garanzia per costruire il nostro futuro, perché solo una radicata conoscenza del passato ci consente di poter superare difficoltà e incomprensioni. Bassolino ha poi posto l'accento sulla necessità di valorizzare il ruolo e la funzione delle Istituzioni, al di la di chi di volta in volta le rappresenta e ha affermato che bisogna sconfiggere il virus della faziosità, che non aiuta a crescere e impedisce, nelle Istituzioni, quel dialogo profondo e fecondo per lo sviluppo delle comunità locali, protagoniste della nostra millenaria. Un Bassolino commosso ha concluso con un affettuoso grazie alla famiglia di Gaetano Pezzella e un “Viva S.Arpino” tra gli scroscianti applausi dei presenti.

Come vi dicevo, una serata che ci ha conciliato con la vita. Iniziata con la commovente introduzione di Elpidio Pezzella, rappresentante della famiglia, che ha ricordato il fratello Gianni, prematuramente scomparso, e illustrato come la famiglia è arrivata alla decisione di ricordarne la memoria con l'iniziativa che ha portato alla realizzazione di questa pregevole opera.

Una serata che ci consegna tre riflessioni e un testimone da raccogliere: la prima, un grande grazie a Gaetano Pezzella e alla famiglia; la seconda, le congratulazioni agli autori per lo straordinario testo e le suggestive tavole;la terza, appello, soprattutto ai giovani, e auspicio per raccogliere il testimone che Giovanni Pezzella ci lascia e riprendere la corsa per ripartire da S.Arpino e arrivare, insieme ai cittadini di Orta di Atella e di Succivo, coeredi della città di Atella di Napoli, alla nuova Atella.

Così quella “presenza invisibile” evocata e che Elpidio Iorio ha individuato in GP, come Gaetano Pezzella ma anche Giovanni Pezzella, la mano invisibile, che materializza il Grande Ponte, ancora GP, che unisce venticinque secoli di storia, ci chiama e ci impegna a costruire il futuro partendo dal nostro incancellabile passato!

Video: Presentazione del libro

Contatti

Elpidio Iorio – 3476261311
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Giuseppe Dell’Aversana - 3485277383
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Elpidio Cinquegrana - 3406999705

Elpidio Pezzella - 3494260228

Aldo Pezzella - (Presidente Pro Loco) 3478607876

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