Francesco Paolo Casavola

La storia maestra di vita

di Francesco Paolo Casavola*

 

Chi immaginerebbe che "pulcinellamente", avverbio che rinvia ai modi di essere della più famosa maschera italiana, quel Pulcinella noto in Francia, dove prese il nome di Polichinelle, già sotto il regno di Enrico IV, dunque nella seconda metà del XVI secolo, e nel secolo seguente presente in Germania, a Norimberga, Francoforte e Berlino, in Inghilterra a Londra, dove prende il nome di Punch, in Spagna ove è chiamato Pulchinelo, se lo si legge scandendo "PulciNellaMente" diventa una missione intellettuale, un imperativo come il dantesco "Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza", o addirittura il kantiano "Tu devi, tu devi"?

E invece in questa paradossale e giocosa combinazione di parole si stabilisce una suggestiva parentela tra l'antico zanni, simbolo della semplicità, ma anche della furberia e della saggezza, dell'umile gente del popolo, e l'uomo moderno che con gli strumenti della cultura allarga l'orizzonte delle conoscenze e della sua coscienza. Che cosa sono infatti le pulci nella mente se non curiosità, domande, stimoli di ricerca? A cominciare dalle cose, dai luoghi che ti stanno dattorno.

Sant'Arpino è il suono popolare del nome del Santo vescovo Elpidio, fondatore della nuova comunità cittadina accanto e in luogo della distrutta, antichissima, etrusca Atella, che, guarda l'onnipotente fantasia del caso, fu patria di quel Macco, personaggio della osca fabula atellana, sciocco, goloso e sempre bastonato, che sembra una forma archetipa del lontano discendente napoletano. Basterebbe la coppia Macco - Pulcinella per giustificare il titolo di questo volume "Da Atella a Sant'Arpino". Ma questa sarebbe solo una unica pulce, dotta nella storia antica e in quella dell'insediamento cristiano. Le pulci si inseguono nella mente degli autori del libro. Quasi volendo contarsi insieme ai tanti popoli che si susseguono proiettati dalla grande storia europea nella microstoria del casale e poi piccola città di Sant'Arpino: Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borbone; fino a che non si arriva ad una continua linea padronale, iniziata da Alfonso Sanchez e sua moglie Caterina de Luna, che riempiono un apposito capitolo. E poi? Le pulci si fanno infinite.

Non sono più quelle che invocano ed evocano le lontananze italiche e romane e medievali. Sono quelle che cercano nei secoli a noi vicini pieni di vite individuali, ricche di ricordi. La storia si fa biografia. Vescovi, abati, avvocati, medici, magistrati, scultori, architetti, scrittori, sindaci. Che cosa c'è di più affascinante della storia di una comunità ripercorsa nel vissuto concreto dei suoi più eminenti cittadini? I nomi sono tanti e richiamano  talora nelle loro individuali, pubbliche e private esistenze, gigantesche vicende collettive, quali ad esempio la prima e la seconda guerra mondiale.

Il libro non è soltanto un documento di amore per una piccola patria, di cui gli autori possono giustamente menar vanto. E' un esempio di come si deve scrivere di storia non per erudire accademici, informare ceti politici e classi dirigenti, ma rendere consapevoli, prima che i popoli e le nazioni, gli abitanti dei luoghi per  quali la storia è passata traverso la vita di ciascun nostro antenato.

Forse e questo pensavano gli antichi quando salutavano la storia come maestra della vita, e volendo scrivere di re, di condottieri, di eroi, di filosofi e di santi, ne scrivevano le vite, talora parallele, proprio per ricavarne succhi educativi o insegnamenti morali. Oggi non più di un tal fine si tratta. Ma di imparare a leggere drammi e tragedie e non soltanto trionfi e conquiste, regresso e non soltanto progresso, fame e disuguaglianza e non soltanto benessere nel procedere delle storia degli uomini. E questa lettura sincera e non ideologica o idealizzata delle vicende umane non può che nascere dall'attenzione alle minime storie delle singole persone, che abbiano lasciato traccia nella memoria e nella umanizzazione delle loro comunità.

Ecco, il merito di questo libro è il ricordo di una dimensione individuale e comunitaria insieme del messaggio storico, che ciascuno di noi, lo sappia o no, lascia su questa terra. Nel caso, non sul globo terracqueo, ma in Sant'Arpino. A quando una pedagogia, che dall'età infantile a quella adulta e poi senile, a tutti insomma, insegni non soltanto guerre e paci, in cui la vita può essere rivissuta solo per la creatività narrativa di un Leone Tolstoi, ma le opere e i giorni di nostri concittadini? E attorno a loro capiremo, e non soltanto vedremo, il nostro paesaggio, le case, le piazze, le chiese, e rifletteremo, e non soltanto parleremo, sulla nostra lingua e il dialetto, e intenderemo le tradizioni, e meglio conserveremo l'amor di Patria e l'amor di Dio.

Intanto, cominciamo da Pulcinella, anzi da PulciNellaMente.

*Presidente Emerito Corte Costituzionale

Presidente onorario Istituto Treccani

Video: Presentazione del libro

Contatti

Elpidio Iorio – 3476261311
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giuseppe Dell’Aversana - 3485277383
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Elpidio Cinquegrana - 3406999705

Elpidio Pezzella - 3494260228

Aldo Pezzella - (Presidente Pro Loco) 3478607876

Atella Sant'Arpino Fumetti © Tutti i diritti riservati.
Webmaster - Danilo Lutti