Dedicato a Giovanni Pezzella

Questo volume che, per la prima volta in assoluto, raccoglie in una visione d’insieme e con un linguaggio facile e immediato tutta la storia di Sant’Arpino, dalle origini fino ai nostri giorni, non poteva non tracciare un profilo biografico di Giovanni Pezzella, che tanto si è impegnato per la crescita civile di Sant’Arpino e per il radicamento della Pro Loco e dei suoi valori nel tessuto sociale della comunità atellana. Giovanni, detto Gianni, nacque a Sant’Arpino il 23 giugno del 1963 da Gaetano e Filomena Brassotti Ziello. Secondo di sei figli (Elpidio, Luigi, Teresa, Maria, Michele), frequentò le scuole dell’obbligo nel paese natio e le superiori ad Aversa ove si diplomò ragioniere. Presso l’Università degli Studi di Napoli, successivamente, conseguì la laurea in Economia e Commercio. In questi anni conobbe la futura moglie Angela Tammaro, con la quale convolò a nozze nell’ottobre del 1995. Dal matrimonio nacquero tre figli, Gaetano, Pasquale e Adele, che portarono gioia e serenità all’intera famiglia. Sin dalla seconda metà degli anni Ottanta, la vera grande passione di Gianni fu quella dell’impegno sociale al servizio della collettività. Insieme a un nutrito gruppo di giovani amici, gettò le basi per la nascita e il consolidamento della Pro Loco a Sant’Arpino che ha contribuito non poco allo sviluppo socio-culturale della collettività del posto. Gianni partecipò attivamente a tutto quel pullulare di iniziative che fiorirono all’interno del sodalizio di via Marconi e mai fece mancare il suo appoggio e il suo contributo di volontariato, costantemente animato da un sorriso e da una parola di sostegno per tutti. Sempre in prima fila, ogni volta che c’era da lavorare, mai si tirò indietro nella promozione di tante manifestazioni di quel periodo. Con discrezione e stile partecipò a un’intensa stagione d’impegno civile che vide fiorire eventi in grado di ravvivare il panorama culturale di Sant’Arpino, portandola spesso alla ribalta provinciale e regionale. Con dedizione e senza clamori, ricoprì importanti cariche nel direttivo della Pro Loco, caratterizzandosi sempre per un profilo istituzionale e operativo che mirava all’esclusivo interesse dell’associazione. Mai lesinò energie per affermare la supremazia del bene comune su qualsiasi altra forma d’interesse e intese sempre il volontariato, nella sua forma più pura e disinteressata, come missione da compiere per il miglioramento delle condizioni di vita di tutti. Quando l’Italia nel 1994 fu scossa dal ciclone di “mani pulite” e dal furioso vento di cambiamento, un nutrito gruppo di giovani provenienti dal mondo del volontariato decise di occuparsi di politica. Tra questi c’era anche Gianni che, nel novembre del 1994, venne eletto consigliere comunale. Animato da pura passione, iniziò un’intensa fase politica. Nel 1998, rieletto consigliere comunale, fu nominato assessore al bilancio. Un mandato svolto con certosina dedizione e serenità, lontano da esibizionismi superflui, con il sorriso sulle labbra e sempre pronto a smussare gli angoli nei momenti più difficili. In consiglio comunale si connotò per i suoi interventi pacati e precisi che contribuivano non poco ad abbassare i toni delle discussioni facendo comprendere a tutti il valore di una dialettica serena, civile e priva di pregiudizi ideologici. Una prima avvisaglia della malattia arrivò nel febbraio del 2003 e costrinse Gianni a subire un delicato intervento chirurgico con conseguente convalescenza post operatoria. Tale impedimento non gli consentì di svolgere con adeguatezza la campagna elettorale del maggio dello stesso anno. Visse gli anni successivi al primo intervento operatorio senza allontanarsi mai dalla vita sociale attiva e mai la malattia ebbe il sopravvento sulla sua voglia di vivere e sul suo desiderio di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita del proprio paese. La sua smisurata passione per il sociale lo portò a rituffarsi pienamente nella Pro Loco, che non aveva mai del tutto abbandonato negli anni dell’impegno politico. Con spirito di servizio e con animo altruista, nel 2003, assunse la carica di presidente dell’associazione di via Marconi ricostruendo in breve tempo quel tessuto umano e civile che permise il rilancio dell’associazione stessa. Durante il suo mandato, diede un fattivo contributo al consolidamento di grosse manifestazioni (come la Sagra del Casatiello, la Rassegna Nazionale di Teatro Scuola PulciNellaMente), al rilancio della Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea Massimo Stanzione e del Museo Civico, alla promozione di numerose altre manifestazioni di piazza tese a rivalutare il patrimonio storicoculturale del paese. Curò, da presidente, la celebrazione del ventennale della Pro Loco coordinando avvenimenti che videro affluire nella cittadina esponenti di riferimento della cultura nazionale. Mai si stancò di lavorare per il suo paese e con coerenza e precisione partecipò a riunioni e iniziative colmando in silenzio quell’innata passione che dentro lo struggeva per la terra natia. Un improvviso e inaspettato acutizzarsi del male lo costrinse a un secondo intervento, agli inizi del 2007, a Milano, ove rimase più di cinque mesi a causa della lunga convalescenza. Tuttavia, seppur lontano centinaia di chilometri e in condizioni di salute molto precarie, mai cessò di interessarsi della vita sociale e culturale del paese. Dopo il rientro a casa e un breve miglioramento delle condizioni sanitarie, si spense il 24 luglio del 2007 lasciando nel dolore e nello sconforto i suoi familiari e l’intera collettività santarpinese che lo aveva conosciuto e apprezzato. All’indomani della sua scomparsa, nel paese si organizzarono diversi appuntamenti commemorativi. Con l’intento di perpetuarne la memoria, nel mese di aprile del 2008, con delibera n°9, il consiglio comunale decise di intestare a Gianni l’aula consiliare della casa comunale di via Mormile, ovvero quel luogo in cui lui per lunghi anni era stato presente da protagonista. Nella stessa aula, domenica 25 gennaio 2009, con una cerimonia solenne ed emozionante si scoprì una lapide in marmo che recita: «In memoria del dott. Giovanni Pezzella (1963 – 2007) Consigliere comunale e Assessore, contribuì alla crescita civile e sociale di Sant’Arpino. L’Amministrazione Comunale riconoscente pose». In quella manifestazione, che si svolse in un’aula consiliare gremita e commossa, per volontà della famiglia di Giovanni Pezzella, nacque l’idea di ricordare la sua figura attraverso la realizzazione di un’opera che potesse racchiudere anche il senso stesso della vita di Gianni, spesa per la valorizzazione delle radici storiche di Sant’Arpino. Quella volontà, raccolta dagli amici Peppino ed Elpidio, è diventata questo lavoro editoriale.

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